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La chiesa di S. Maria Nuova è già ricordata in un
documento del 1008, ma venne ricostruita nel secolo XIV e ampiamente
rimaneggiata tra XVIII e XIX secolo. Era situata fuori dal recinto
delle mura, e non risulta frequentata dall'aristocrazia che preferiva
altri luoghi religiosi.
In origine officiata dal clero secolare, la chiesa venne affidata
ai canonici regolari della congregazione di Mortara, che fondarono
un ospedale. Nel 1474 i canonici la cedettero ai Lateranensi che
decisero, viste le condizioni precarie di conservazione della chiesa,
di costruirne una nuova, ultimata alla fine del XV secolo. L'interno
è ad aula unica con cappelle laterali, realizzate nel XVIII
secolo, coperto da un sistema di volte a crociera. Sul fianco nord
si addossa il campanile romanico, unica parte medievale ancora in
evidenza, abbassato nel 1746 da colpi di cannone che hanno reso
la struttura allo stato attuale sproporzionata e poco slanciata.
Il campanile è scandito da specchiature, coronate da una
fascia marcapiano a denti di sega, con un fregio di archetti pensili,
costituiti ognuno da due conci in laterizio. Ai lati lesene rilevate
segnano gli angoli della struttura.
Interessante il chiostro del convento, di tardo Cinquecento, attualmente
inglobato nell'adiacente complesso dell'ospedale. All'interno della
chiesa, al centro dell'abside è conservata la pala d'altare
di Gandolfino da Roreto, la Madonna in trono con santi, risalente
alla fine degli anni Novanta del XV secolo, come ricorda il testamento
del nobile Antonio Curia, committente dell'opera. Restituita a Gandolfino
è la Natività del 1515 circa, che si trova accanto
al fonte battesimale, per anni attribuita a Defendente Ferrari.
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S.
Maria Nuova - campanile

S.
Maria Nuova - facciata
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