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Itinerario nelle chiese medievali astigiane
a cura di Silvia Beltramo

S. Maria Nuova

La chiesa di S. Maria Nuova è già ricordata in un documento del 1008, ma venne ricostruita nel secolo XIV e ampiamente rimaneggiata tra XVIII e XIX secolo. Era situata fuori dal recinto delle mura, e non risulta frequentata dall'aristocrazia che preferiva altri luoghi religiosi.

In origine officiata dal clero secolare, la chiesa venne affidata ai canonici regolari della congregazione di Mortara, che fondarono un ospedale. Nel 1474 i canonici la cedettero ai Lateranensi che decisero, viste le condizioni precarie di conservazione della chiesa, di costruirne una nuova, ultimata alla fine del XV secolo. L'interno è ad aula unica con cappelle laterali, realizzate nel XVIII secolo, coperto da un sistema di volte a crociera. Sul fianco nord si addossa il campanile romanico, unica parte medievale ancora in evidenza, abbassato nel 1746 da colpi di cannone che hanno reso la struttura allo stato attuale sproporzionata e poco slanciata. Il campanile è scandito da specchiature, coronate da una fascia marcapiano a denti di sega, con un fregio di archetti pensili, costituiti ognuno da due conci in laterizio. Ai lati lesene rilevate segnano gli angoli della struttura.

Interessante il chiostro del convento, di tardo Cinquecento, attualmente inglobato nell'adiacente complesso dell'ospedale. All'interno della chiesa, al centro dell'abside è conservata la pala d'altare di Gandolfino da Roreto, la Madonna in trono con santi, risalente alla fine degli anni Novanta del XV secolo, come ricorda il testamento del nobile Antonio Curia, committente dell'opera. Restituita a Gandolfino è la Natività del 1515 circa, che si trova accanto al fonte battesimale, per anni attribuita a Defendente Ferrari.

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S. Maria Nuova - campanile




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S. Maria Nuova - facciata