HOME VISITA MOSTRA VISITA VITUALE CHIESA SAN PIETRO ITINERARI CHIESE MEDIEVALI ASTIGIANE












  

L’archeologia
LO SCAVO ARCHEOLOGICO: LA CHIESA MEDIEVALE I
16

 

Le reliquie dei santi sono mezzi attraverso i quali i fedeli possono resistere alla potenza del male. Così recitavano i teologi e i predicatori medievali, e così la maggior parte degli uomini medievali di tutte le classi sociali si adoperavano almeno una volta nella vita ad intraprendere un pellegrinaggio in uno dei più importanti santuari.



Santo Sepolcro, primo trentennio del
XII secolo • pianta

  Il pellegrinaggio per eccellenza era quello in Terra Santa dove ci si recava a visitare tutti i luoghi della vita di Cristo, primo tra tutti il Santo Sepolcro, inglobato nell’edificio a pianta centrale detto Anastasis, costruito dall’imperatore Costantino. Per chi non fosse stato in grado di spingersi fino a Gerusalemme furono costruite in Occidente, soprattutto a partire dall’XI secolo, imitazioni del Sacro luogo, edicole collocate in chiese più grandi, o veri e propri edifici a sé stanti. Le indagini archeologiche iniziate nel 1997 e terminate nel 1999, con periodi più o meno lunghi di intervallo, hanno riportato alla luce i segreti di questo importante complesso astigiano, articolato proprio in un edificio a pianta centrale intitolato al S. Sepolcro, che è la costruzione più antica di tutto il complesso.

Il cantiere venne avviato su un’area libera priva di strutture preesistenti. L’edificio ha le fondazioni costituite da due anelli concentrici, costruiti con una muratura in ciottoli fluviali e malta, dal diametro rispettivamente di m 13,5 e m 4,40. L’anello più piccolo si presenta irregolare, di forma grossolanamente ottagonale, con lesene di rinforzo agli angoli. Lo scavo ha evidenziato il negativo di una catena lignea messa a rinforzare la muratura, nel nucleo della muratura dell’anello minore, secondo una diffusa pratica di cantiere. L’alzato della Rotonda è in muratura di laterizi, con andamento circolare all’interno ed ottagonale all’esterno. Internamente presenta addossate alla muratura 8 semicolonne su plinti, poste in relazione ad altrettante 8 colonne su basi quadrate e ottagonali dell’anello interno.

Le colonne sostengono il sistema voltato di copertura dell’ambulacro. Lo scavo ha identificato il basamento dell’altare, collocato sull’asse centrale dell’edificio, canonicamente posto ad est. Si accedeva all’interno da tre diversi ingressi, quelli sui lati nord e sud, sormontati da architravi scolpiti, e quello principale ad ovest, oggi sostituito dal più recente atrio. Non c’è dubbio che l’edificio con la sua conformazione circolare, le otto colonne dell’anello interno, l’altare disposto al centro, richiama la struttura dell’Anastasis di Gerusalemme nella sua fase medievale, relativa ai restauri di Costantino IX Monomaco (metà XI secolo). Esempi simili vennero innalzati in tutta l’Italia a partire dall’XI secolo: a Milano, a Mantova, a Piacenza, a Pisa, a Bergamo e presso la Sacra di S.Michele.
   
 


Panoramica dell’anello interno con la fondazione dell’altare
Il Santo Sepolcro di Asti, eretto verosimilmente nel primo trentennio del XII sec. viene nominato unicamente in una carta del 1169, quando Anselmo, vescovo di Asti, lo cedette ai Cavalieri di S.Giovanni di Gerusalemme, presenti in città almeno dal 1113.

Francesca Bosman, Alberto Crosetto, Elisabetta Genta