|
| Le precettorie dellOrdine gerosolimitano
erano raccolte in Priorati. Asti fin dal medioeovo fu sede del Priorato
di Lombardia, uno dei sette in cui si articolava la Lingua dItalia
(gli altri erano Venezia, Pisa, Roma, Messina, Capua e Barletta).
Da esso dipendeva oltre una sessantina di ospedali e precettorie distribuiti
in Piemonte, in Liguria, in Lombardia e in Emilia; il Priore risiedeva
ad Asti presso San Pietro in Consavia. |
|
|
|
|
Qui in precedenza sorgeva una chiesa
dedicata al Santo Sepolcro, probabilmente fondata dal vescovo di Asti
Landolfo di Vergiate che aveva partecipato alla prima crociata. Nel
1169 il vescovo Anselmo cedette tale chiesa ai cavalieri giovanniti
che già vi erano insediati con un ospedale; nel Duecento la
chiesa assunse il titolo di San Pietro di Consavia e nel 1302 ospitò
un importante capitolo dellOrdine. Fu soprattutto a partire
dal Quattrocento che però San Pietro si consolidò come
sede fissa del Priorato: il Priore fra Giorgio di Valperga provvide
infatti alla costruzione dellaula quadrata presso la Rotonda,
dove venne sepolto nel 1467. Il suo successore, Giorgio di Piossasco,
benché in prevalenza occupato presso il convento di Rodi, nel
1470 volle che vi fosse sepolto un suo consanguineo, Giovanni di Piossasco,
come fece anche il successivo priore Francesco della Rovere che nel
1490 dispose per la sepoltura del nipote Bernardino: di entrambi sono
tuttora conservate le lapidi. |
| |
|
|
| |
Lingresso
della chiesa
|
|
| |
|
|
| Nei medesimi anni San Pietro subì
la costante pressione degli Sforza per ottenere il trasferimento della
sede del Priorato a Milano, ma i tentativi non ebbero esito e ivi
continuarono ad avvicendarsi i priori di Lombardia per i secoli successivi
fino alla soppressione napoleonica: ancora un cinquantennio
prima proprio il Gran Priore fra Angelo |
| |
|
|
|
Veduta
della commenda di San Pietro di Consavia
(1753 Torino, Archivio di Stato Ordine di Malta, mazzo
34)
|
| |
| Felice Cacherano dOsasco aveva
infatti provveduto al restauro degli edifici e qui venne sepolto nel
1748. Solo con la ricostituzione ottocentesca dellOrdine, il
Gran Priorato di Lombardia fu unito a quello di Venezia. |
Renato Bordone
|