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Itinerario nelle chiese medievali astigiane
a cura di Silvia Beltramo

Cattedrale

La Cattedrale, dedicata a Maria Assunta e a S. Gottardo, è frutto di numerosi rifacimenti e ampliamenti, ascrivibili a fasi cronologiche differenti, solo in parte ricostruibili con dati certi.

Il primitivo impianto paleocristiano si inserisce in un area urbana, relativamente periferica, occupata nel I secolo d. C. da edifici residenziali. Si trattava di un complesso episcopale assai vario, ricostruibile in via ipotetica vista la scarsità di dati archeologici, costituito da una serie di edifici accostati: la chiesa di S. Maria, la chiesa di S. Stefano, posta a nord-est della prima e demolita tra XV e XVI secolo, e la chiesa battesimale di S. Giovanni de Fonte.



Tra il IX e il X secolo il gruppo episcopale si arricchisce di numerosi edifici come sembrano ricordare le fonti, e di un nuovo apparato decorativo, del quale si conservano alcuni frammenti riutilizzati in strutture successive.

La chiesa principale di S. Maria venne ricostruita in età romanica e consacrata da papa Urbano II nel 1095. Di questa fase rimangono labili tracce materiali, emerse durante scavi archeologici che hanno interessato l’area presbiteriale, nella quale sono state ritrovate strutture di fondazioni e parti di murature che, insieme all’analisi delle fonti, hanno permesso di ricostruire la planimetria dell’edificio.

La cattedrale era divisa in tre navate di notevole ampiezza, con absidi terminali, mentre sotto il presbiterio, sopraelevato rispetto alle navate, si estendeva era un’ampia cripta.

Verso la metà del XII secolo la cattedrale fu oggetto di una ristrutturazione dell’area presbiteriale: venne abbandonata la cripta, riempita di materiale di scarto, e il pavimento superiore decorato con un tappeto musivo a tessere bianche e nere, recentemente rinvenuto in discreto stato di conservazione. Il mosaico è costituito da dodici riquadri che ospitano figure tratte dalla Bibbia e dalla vita cittadina dell’epoca, delimitati da cornici e circondati da una larga fascia decorativa.
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Cattedrale - facciata

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Cattedrale - fianco sud

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Cattedrale - interno

Nel corso del Duecento venne effettuati nuovi interventi sulla cattedrale. A questo periodo risalgono la costruzione del campanile e tracce dell’apparato decorativo, testimoniato da un capitello riutilizzato come acquasantiera, con una decorazione zoomorfa a figure mostruose affrontate, datato al 1229 e con il nome del committente Oberto Crespino. Le fasi costruttive della chiesa odierna sono ancora in parte da chiarire, anche se le fonti tramandano con certezza un disastroso crollo delle strutture nel 1323. La cronologia dell’edificio è comunque compresa nel XIV secolo, e segue i modelli architettonici del gotico maturo di matrice lombarda.
La struttura della chiesa è a tre navate suddivisa da robusti pilastri a fascio, reggenti volte a crociera costolonate. Il transetto presenta un’originale perimetro poligonale, sporgente dai fianchi solo per le absidi, e definisce sull’incrocio della navata l’appoggio ottagonale della cupola.

La struttura venne realizzata con l’impiego di maestranze locali che adottavano soluzioni marcatamente lombarde, come la parete piena aperta da finestrone e la bicromia nella decorazione muraria. L’apparato decorativo presenta un interesse di primo piano nel panorama della scultura gotica piemontese e il portico Pelletta, aperto sul fianco meridionale, è stato datato recentemente al primissimo XIV secolo.
L’area absidale fu interessata da ulteriori trasformazioni tra XVII e XVIII secolo, che videro negli anni 1764-69 l’intervento di Bernardo Vittone.