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Cripta e museo di Sant'Anastasio
Corso
Alfieri 365/a
Tel. 0141 437454
Orario d'apertura
Giorni di apertura Novembre-marzo
Da martedì a domenica: 10/13-15/18
Giorni di apertura Aprile-ottobre
Da martedì a domenica: 10/13-16/19
Tariffe per tipologia di biglietto
intero: € 3,00
ridotto: € 1.50
ridotto 6/14 anni:€ 0.50
cumulativo*: € 4.00
gruppo: € 16.00
gruppo scuola: € 10.00
* E’ possibile visitare il Complesso di S. Pietro (ed i Musei Paleontologico e Archeologico che vi hanno sede), il Museo di S. Anastasio.
L'intervento, progettato dall'arch. Roberto Nivolo e coordinato dal Settore Beni Culturali del Comune di Asti, con la direzione scientifica della Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici del Piemonte, ha recuperato uno spazio suggestivo che si sviluppa intorno al nucleo centrale della cripta e del sito archeologico ricco di preesistenze e di stratificazioni.
Il museo
si caratterizza per la sua duplice realtà di sito archeologico
e di sede museale, l'uno e l'altra strettamente correlati.
L'area ovest del museo mostra una ricca stratificazione di testimonianze archeologiche.
La più straordinaria è la cripta di S. Anastasio, costruzione
a pianta basilicale, suddivisa in tre navatelle con volte a crociera.
Il nucleo più antico (XI sec.), presenta colonne e capitelli di recupero
di età romana e altomedievale, mentre gli ampliamenti a est e a ovest
videro l'impiego di colonne e capitelli in arenaria appositamente realizzati.
Negli ambienti contigui alla cripta sono inoltre visibili tracce di pavimentazione
romana, indizi di insediamenti abitativi del periodo tardo-antico, tombe di
VIII-X secolo, il muro di fondazione della facciata della chiesa altomedievale
di S. Anastasio (VIII sec.), resti della prima chiesa romanica (XI sec.) e
della più ampia basilica dell'inizio del XII secolo, un muro della chiesa
secentesca.
Quest'ultima, abbattuta nel 1907, e le precedenti chiese di S. Anastasio facevano
parte dell'omonimo monastero femminile benedettino, documentato dal 1008, ma
di probabile fondazione longobarda (VIII sec.). Il monastero, soppresso dal
governo napoleonico nel 1802, fu per secoli non solo un centro di spiritualità,
ma anche un'istituzione di forte peso economico e politico a livello locale
grazie ai suoi vasti possedimenti fondiari ed ai legami con l'aristocrazia
astigiana, da cui provenivano di solito le sue badesse.
Nella parte est del museo sono conservati elementi lapidei pertinenti al sito
di S. Anastasio o comunque all'area cittadina, databili in prevalenza tra VIII
e XVI secolo.
Questi i nuclei principali oggi esposti:
- capitelli in arenaria della seconda chiesa romanica di S. Anastasio (inizio
XII sec.), che si richiamano in parte a modelli lombardi (S. Ambrogio di Milano,
S. Savino di Piacenza), in parte a modelli genovesi (chiostro del monastero
di S. Tommaso);
- capitelli, mensole, conci d'arco scolpiti (secc. XIII-XV) provenienti dalla
chiesa gotica della Maddalena, dei Padri Domenicani, situata presso il Castelvecchio
e demolita nell'Ottocento;
- elementi architettonici e scultorei alto e bassomedievali (tra cui il paliotto
un tempo in S. Pietro Consavia) che facevano parte di chiese astigiane;
-
pietre cantonali e stemmi provenienti da caseforti e palazzi signorili
della città;
- una lapide funeraria romana del I sec. d.C., rinvenuta a fine Ottocento nei
pressi della Collegiata di San Secondo.