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Palazzo Mazzetti e Pinacoteca Civica

IL TEATRO DEL SACRO
Scultura lignea del Sei e Settecento nell’Astigiano
Asti – Palazzo Mazzetti
Corso Alfieri, 357
Asti, Palazzo Mazzetti 18 aprile - 18 ottobre 2009
Corso Alfieri, 357
Telefono 0141/530403-0141/599.678
Orario: da martedì a domenica 10,30-18,30
Lunedì chiuso
Il 18 aprile 2009, alle ore 18, è stato inaugurato, il primo lotto di lavori di restauro di Palazzo Mazzetti, acquistato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Asti nel 2000. Si tratta di uno degli edifici storici più significativi della città, per l’impianto architettonico, la decorazione, la preziosità degli arredi e l’importanza delle sue collezioni civiche. Per il primo lotto aperto al pubblico saranno proposti allestimenti provvisori, scegliendo tra quei nuclei collezionistici già studiati e con opere in gran parte restaurate. In questa fase, uno spazio dedicato alla sintesi della storia delle collezioni sarà ospitata nel Salone d’Onore, dove figurerà uno dei dipinti simbolo delle raccolte astigiane, “La femme” di Giacomo Grosso. La visita proseguirà nei locali ornati dai pregevoli stucchi di metà Settecento eseguiti da maestranze luganesi sotto la supervisione dell’architetto Benedetto Alfieri. Altra raccolta importantissima, nuovamente visibile al pubblico, sarà quella delle microsculture di Giuseppe Maria Bonzanigo ospitate nel salottino e nell’ultima sala dell’ala est.
In occasione della riapertura di Palazzo Mazzetti, gli spazi delle esposizioni temporanee ospiteranno
la mostra “ Il Teatro del Sacro. Scultura lignea del Sei e Settecento nell’astigiano”. L’esposizione
vuole riflettere, per la prima volta in maniera globale, sul ruolo della scultura lignea nell’Astigiano
in un’epoca omogenea, tra Manierismo e Barocco, interpretando il territorio come crocevia di
diverse influenze artistiche, e dando quindi conto di esperienze quanto mai differenziate, dagli
apporti fiamminghi (Michele Enaten), a quelli lombardo luganesi (stabiliti in loco, come i
Bonzanigo, o attestati a Casale, come i Cassina, o a Torino, come il Plura) o comunque delle zone
alpine e prealpine tra Lombardia e Piemonte, alla presenza di diverse botteghe torinesi, come quelle
dei Clemente, di Ignazio Perucca o dei Riva, e al variato influsso delle produzioni liguri.
A gruppi e a sculture singole si affiancano alcune testimonianze d’arredo scelte per la diretta
connessione coi temi esemplificati nella scultura e selezionate per la loro completezza, qualità e
documenti significativi.
La mostra vuole anche essere l’occasione per presentare un gruppo di sculture, in parte inedite,
provenienti dalle diverse parrocchiali del territorio e restaurate grazie alla Fondazione Cassa di
Risparmio di Asti.
La mostra sarà corredata da un catalogo che, oltre ad approfondire le figure degli autori, le opere, le
tematiche e le problematiche della scultura sarà per la prima volta arricchito da un repertorio
completo della scultura lignea nell’astigiano, prezioso strumento per approfondire la conoscenza di
questo importante manufatto sul territorio.