Ti trovi qui:
ALFIERI VITTORIO(POETA)

Asti 17/11/1749 - Firenze 8/10/1803
Pur essendone rimasto per gran parte della sua vita lontano, Asti fu sempre cara al cuore del poeta e ad essa, sei anni prima di morire, l’Alfieri dedicò un sonetto che è una specie di testamento spirituale in favore della città da lui proclamata erede del suo patrimonio ideale:
<<Asti antiqua città, che a me già desti la culla, e non darai (pare) la tomba;poiché destin che da te lunge io resti, abbiti almen la dottrinal mia fromba>>.
<<La mia intenzione, scriveva egli al poeta astigiano, Francesco Morelli, è di far lascito dei miei scritti alla nostra città in testamento del mio dolce affetto per quel dolce terren ch’io toccai pria>>.
Ma quel suo desiderio non fu esaudito. I manoscritti, lasciati con tutto il resto in eredità alla contessa d’Albany, sono parte a Firenze e parte a Montpellier, portativi dal pittore Fabre, erede a sua volta, della contessa.