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Terre di Balene (mostra conclusa)
PALAZZO ALFIERI, CORSO ALFIERI 375
18 settembre - 31 ottobre 2004
martedi - domenica ore 10-13 , 17,30-19,30
lunedi chiuso
Segreteria servizio ambiente 0141 399530
Venerdì 17 settembre a Palazzo Alfieri ore 21 Concerto "Balene"
dei Cantina Sociale"
Mostra promossa dall'Assessorato all'Ambiente
del Comune di Asti

Asti, il mare che non c'č e il sogno terreno.
Asti, il mare che non c'č. Nostalgia profonda e ancestrale. Paolo Conte l'ha cantata anni fa per tutti noi, "con quella faccia un po' così, quell'espressione un po' così che abbiamo noi che abbiamo visto Genova.". Siamo contornati da colline che, a ben guardare, potrebbero essere dorsi di balene venute a riposarsi in porti che in primavera profumano di tigli. E gli alberi filiformi che corrono all'orizzonte? Remi, barche affusolate, lunghe canne da pesca.
Asti e una terra che ci fa sognare ad occhi aperti con ciceroni d'eccezione.
Prendiamo Tersilla, per esempio. La balenottera emersa dalla terra di San Marzanotto, il 26 settembre 1993, ci consegna il sogno del mare, il senso del mito. Un cetaceo tra i vigneti, di sette metri e mezzo, ricomparso senza preavviso per svelarci un segreto, instillare una consapevolezza, porgerci una certezza: tre milioni e mezzo di anni fa da queste parti c'era il mare, quello che oggi chiamiamo Adriatico. Mare esteso, palpitante, sovrano.
Scomparse le acque, i resti fossili hanno saputo conservarsi nei fondali, divenuti il grembo della terra. La balena Tersilla è figlia del mare e della terra: evoca un viaggio all'indietro di milioni di anni, riconduce alla suggestione dell'acqua come culla di vita - di tutte le vite - , ma nell'essersi testardamente legata al suo riparo di zolle testimonia la tenacia di chi fino a oggi ha abitato la terra astigiana, ancorandosi ad essa in tempi fecondi e di avversità.
Un ritrovamento paleontologico, tuttavia, non è "soltanto" uno straordinario evento scientifico o un importantissimo rimando storico. Per il Maestro Nicola Salvatore ha rappresentato anche un eccezionale stimolo creativo, un viaggio nel fantastico capace di liberare emozioni e di ispirare opere d'arte. Le stesse incluse nella mostra-evento intorno ai fossili, "Terre da balene", che l'Assessorato all'Ambiente organizza dal 18 settembre al 17 ottobre a Palazzo Alfieri.
Per il Comune di Asti è una grande emozione esporre, accanto alle opere del Maestro, i resti fossili della balena Tersilla, primo passo verso il futuro Museo Paleontologico della città che nascerà nel rinato Palazzo del Michelerio.
Asti è terra di fossili, come testimonia la riserva naturale speciale di Valle Andona, Valle Botto e Valle Grande, una delle tre aree protette della nostra provincia e finora l'unica del capoluogo, che ha nei suoi progetti futuri quello di allargare il patrimonio di verde tutelato. Fossili e aree protette rappresentano una felice combinazione, una garanzia per chi ama il territorio e l'ambiente, il punto d'incontro naturale tra passato, presente e futuro.
Il Comune di Asti invita ad accostarsi alla mostra-evento "Terre da balene" con uno spirito particolare: lasciarsi vincere dal fascino che la balena Tersilla e le opere del Maestro Nicola Salvatore evocano per poi andare a ricercare le tracce di quella stessa suggestione nelle aree protette dell'Astigiano.
Se non possiamo essere terra di navigatori, siamo terra di sognatori. E di buoni camminatori.
Vittorio Voglino - Sindaco del Comune di Asti
Giovanni Pensabene - Assessore all'Ambiente del Comune di Asti
L'idea di costruire un evento - artistico, culturale, didattico - dedicato alle balene non è nata solo dal fortunato caso di esserci imbattuti in qualcuno che, come noi, dai leggendari cetacei s'è fatto irretire, affascinare e ispirare.
Le capacità seduttive dei bestioni sono evidentemente tali che, oggi, essi stanno facendo tendenza.
Questo dato un po' ci incuriosisce, un po' ci conforta per le nostre prospettive di lavoro, un po' ci diverte e ci eccita come normalmente ci eccitano quelle circostanze nelle quali spuntano nuovi spazi di fantasia, sgorgano suggestioni, nascono emozioni, .meglio se collettive.
Sono tutti ingredienti che, da sempre, abbiamo giudicato come prerequisiti intensi e serissimi per progetti, studi, ipotesi di impegno verso l'ambiente e verso il territorio.
E' la poesia, è una quota di romanticismo, è ogni forma di arte - con tutto l'indotto di vita, di linfe profonde e di sensibilità - a garantirci cultura.
Balene.
Circolano oggi, numerose, appoggiate nei siti più improbabili: balene di legno, balene di stoffa, balene di lana, balene colorate, balene eteree che volano, balene che sorridono e altre che pensano e che fanno pensare.
Circolano di qua e di là. Te le ritrovi davanti quando meno te l'aspetti, sull'argine di un fiume come su un terrazzamento di collina.
Non era pensabile che l'Astigiano non partecipasse a un momento del genere.
Proprio l'Astigiano, poi, terra e mare, per lo più vigne, lunghe zolle ingobbite e spaccate di giallo e di blu.
Conchiglie, radici, ciuffi di gaggia.
Intorno, sopra, sotto, è suggestione e polvere, sono sorprese.
Come quando, a Mongardino è riaffiorata la mitica Tersilla; o come quando a Chiusano è riemersa la sua più recente e giovane compagna.
Terra vocata l'Astigiano, dove tracce puntuali restano, ostinate metafore resistono; .perfino a punteggiare la lenta e monotona fiaba della politica.
Ansa di un golfo padano dove la "balena bianca", pur fossilizzandosi, non è mai morta.
E' poi così strano che ogni tanto ritorni? A rivendicare uno spazio o una vetrina. Per sé, per i propri Achab, per i propri imbalsamatori, per i propri domatori.
Facce ecumeniche, pallide fedi, come messaggi da un passato remoto.
E'una visione, per qualcuno una speranza, per altri un'ansia.
L'ansia della notte del tempo che trascorre senza interrompersi: milioni di anni e di episodi che ciclicamente strappano i sudari della natura per offrirsi, sfuggenti e imperfetti, ma scolpiti nell'autenticità di un contesto assolutamente tipico.
Fuori, all'improvviso, per stupire, per impressionare, per inquietare.
La festa e la kermesse di Nicola Salvatore, al di là di battute e giochi di immagini, spero - ne sono anzi certo - contenga questa ridda di emozioni; .. tutta la forza delle suggestioni che ciascuno di noi è capace o disposto a trarre dall'arte.
Che saprà trarre dalla mostra e dall'incontro.
Un simbolo e un augurio, per noi dell'Ente Parchi: verso il progetto del Museo Palentologico, verso il Michelerio finito, verso il grande disegno del censimento dei geositi del Monferrato e della collina torinese, verso la valorizzazione completa e coerente della Val Sarmassa e della Valle Grande, le nostre due riserve speciali, i nostri due musei all'aperto.
Gianfranco Miroglio - Presidente Ente Parchi astigiani