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ENRICO COLOMBOTTO ROSSO: biografia (mostra conclusa)

È nato a Torino nel 1925. Fin da bambino manifesta la propensione per il disegno e studia da autodidatta le tecniche espressive. Fra i 15 e i 19 anni frequenta una piccola cerchia di poeti e letterati, scrive poesie e segue da vicino l’ambiente artistico e culturale torinese.

Nel 1948 incontra Mario Tazzoli con cui più tardi aprirà a Torino la galleria Galatea che tratterà artisti del calibro di Giacometti, Bacon, Balthus. I temi dominanti della sua pittura sono anticipati dalla “piccola storia per un bambino che aveva grandi orecchi e piccole zampe”, che scrive in questo stesso periodo e sarà pubblicato più tardi con il titolo di “Storie di Maghe per adulti”. Nel 1950 compie il suo primo viaggio a Parigi, dove incontra Leonor Fini, Stanislao Lepri, K.A. Jelenski, personaggi padroni già della scena internazionale e molto vicini a lui per la loro espressione artistica; queste amicizie dureranno tutta la vita. Poi Vienna, Siviglia e gli Stati Uniti costituiscono per l’artista altri importanti punti di riferimento dove ha occasione di conoscere e stringere amicizie nell’ambiente artistico con grandi personaggi. Nel frattempo espone nelle più importanti gallerie europee con mostre personali ed è regolarmente presente con le sue opere agli appuntamenti d’arte importanti, sia in Italia che in altri Paesi europei e negli Stati Uniti. Si cimenta altresì nel cinema e nel teatro disegnando scene e costumi, ad esempio nel 1970 per l’opera teatrale “Le jeu du massacre” di Jonesco per il Teatro Stabile di Torino e per la “Danza di morte” di Strindberg.

Tra i primi critici e letterati che si sono interessati della sua opera, fin dagli anni Cinquanta, si trovano nomi di primo piano quali: Marziano Bernardi, Giuliano Briganti, Giovanni Carandente, Luigi Carluccio, Libero De Libero, Alain Jouffroy,Aldo Passoni, Giovanni Testori. Nel 1991 lascia Torino per stabilirsi definitivamente a Camino (Al) dove inizia una nuova vita di intenso lavoro artistico. Realizza opere molto grandi, come il disegno alto due metri e lungo un chilometro. Ma soprattutto perché sono totalmente e autenticamente quelle che la sua immaginazione crea senza condizioni: sono immagini molto forti e spesso crude, se non violente per i colori, gli accostamenti (rossi sanguinei, neri, argenti) e le espressioni delle figure che “urlano” tutto il dramma interiore inconfessato dell’umanità.

Negli ultimi anni sono stati pubblicati “Gattomanzia” e “Bestiario per adulti” illustrati da Colombotto Rosso ed anche un volume di fotografie che è un documento storico della cultura del Novecento, poiché ritrae l’artista con i più noti personaggi in diversi periodi e situazioni.

Negli ultimi anni si sono attivati tre depositi museali a Conzano, a Camino, a Pontestura (sempre nella provincia di Alessandria), dove sono conservate opere di grande pregnanza storica.

Nella sua carriera artistica ha tenuto numerosissime mostre personali e collettive, in altrettante prestigiose sedi pubbliche e private. Nel 2000 la Regione Piemonte organizza una sua grande mostra antologica presso la Sala Bolaffi a Torino e nel 2002 è invitato da Vittorio Sgarbi a partecipare alla mostra “Surrealismo padano. Da De Chirico a Foppiani, 1915-1986”. Nel 2003 un’altra importante antologica ordinata presso il Panorama Museum a Bad Frankenhausen in Germania.

Vive e lavora a Camino (Al).

 


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