Comune di Asti
Assessorato Alla Cultura

Fondazione Eugenio Guglielminetti
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Le Collezioni

a cura di Marida Faussone

Annotazioni per l’allestimento, promosso dal Comune di Asti- Assessorato alla Cultura ed ordinato in Asti presso l’Antico Battistero di San Pietro dal 14 settembre al 16 novembre 2003.

L’Antico Battistero di San Pietro in Asti accoglie un’esauriente selezione delle opere custodite dalla Fondazione "Eugenio Guglielminetti", ingente patrimonio teatrale e artistico raccoltosi attraverso il tempo negli ateliers del Maestro Guglielminetti e, dal 1998, data di istituzione dell’omonima Fondazione, arricchitosi mediante innumerevoli testimonianze personali di artisti, collaboratori e cultori d’arte. La catalogazione delle Collezioni della Fondazione, ora pubblicata nell’elegante volume (Ed. Claudio Zucca, Pessione 2003) che correda la mostra, è stata completata in varie fasi di metodica schedatura, articolata in diversificate sezioni e gradualmente informatizzata per offrire un’organica sistemazione del patrimonio, consultabile presso il Centro di studi teatrali e d’arte figurativa, sito in Palazzo Alfieri, storico scrigno delle tradizioni astigiane.

La vicenda artistica ed esistenziale di Eugenio Guglielminetti accompagna l’evolversi cronologico delle raccolte, iniziate tra espressionismo ed astrazione sul dissolversi delle avanguardie europee nel secondo dopoguerra, delineate in mostra dalle testimonianze di Hans Hartung, Mattia Moreni, Armando Pizzinato, Corrado Cagli, Enrico Paulucci e, lungo i decenni e le frequentazioni (Griffa, Francesco Casorati, Bionda, Campagnoli, Giuseppe Ajmone, Miroglio, Parachinetto, Colombotto Rosso, Quaglia, Amelia Platone, Mario Perosino...), scandite dall’autonoma sperimentazione nella ricerca pittorica (I sezione) e scultorea (II sezione) di oltre cinque decenni.

Ironia e memoria si intrecciano tra le minuziose stampe francesi del Secondo Ottocento e la ricerca del vero del Pittatore e dei novecentisti piemontesi, da Manzone a Morando all’avo Enrico Secondo, in assonanza con l’inquietudine simbolista di alcune cartelle grafiche e pubblicazioni editoriali litografiche e serigrafiche di Eugenio Guglielminetti (IV sezione), accanto ai singolari collages dagli estrosi soggetti (dall’imagerie contemporanea alla visionarietà del chromakey) fino alla curiosa ed affettuosa raccolta dei ritratti dedicati, durante le pause di lavoro, a personalità del mondo teatrale e culturale, agli amici, dal 1938 ad oggi.

Tuttavia è la suggestione del palcoscenico a compenetrare l’allestimento odierno, evocando umori ed atmosfere tra passato e presente, proponendo gli interventi scenografici e costumistici di celebri autori moderni e contemporanei, composizioni di svariate espressività tecnico-stilistiche moderne e contemporanee collezionate, donate od acquisite.

L’interessante excursus nella storia scenografica dagli albori del Novecento agli anni Cinquanta svela al visitatore gli originali costumi concepiti da Leon Bakst (1910), il prezioso colorismo di George Zarbier (1922), l’ironia creativa di Prampolini e la versatilità di Caramba, la sensibilità cromatica di Corrado Cagli, il pittoricismo scenico di Paulucci, la fantastica allusività di Lele Luzzati, il realistico segno di Benoit e la magica suggestione di Joseph Svoboda… , avventure teatrali che sfiorano appena il decennio Sessanta eppure in sintonia con le puntuali pagine fitte di annotazioni tecniche firmate, tra gli altri, da Scandella, Polidori, De Nobili, Verso, Spinatelli, Monteverde, Stefanutti, Tambini, Cesarini da Senigallia… neppur troppo lontane dalle atmosfere tecnologiche televisive di Piero Angela ed Ezio Torta, talora ancora permeate dalle luci struggenti della drammaturgia statunitense in Ezio Vincenti, del Moby Dik di Quartucci e dalle parvenze lagunari della Goldonia di Gregoretti.

Il ricchissimo corpus scenografico concepito da Eugenio Guglielminetti (modellini, disegni tecnici, bozzetti di scena e di costume, campionature, costumi in tessuto) si snoda, integro e vitalissimo, in quattro sezioni che accolgono interventi scenografici dal 1937 a oggi per il teatro classico, moderno, per il melodramma e la danza (III sezione A), per la tragedia alfieriana (III sezione B), per la televisione (III sezione C) e l’interessante raccolta dei materiali (acconciature, monili, tessuti) e attrezzerie di scena (III sezione D).

Il cammino dell’arte nell’immaginario di Eugenio Guglielminetti concretizza nella penombra dell’antico Battistero cittadino il sogno fantastico dello sperimentatore e del collezionista, nell’affollata cerchia degli amici artisti che con le loro opere arricchiscono e arricchiranno il patrimonio della Fondazione.