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ALESSANDRO FABBRIS - "ANATOMIA DI UN PROCESSO NARRATIVO" (MOSTRA CONCLUSA)
Mostra a cura di Giulio Lucente - La Fabbrica del Collegio Produzioni
Centro Giovani, via Goltieri 3, Asti
dal 17 Febbraio al 17 Marzo
dal Lunedì al Venerdì, ore 9.30/12.30 - ore 15/18
Sabato ore 17/20 - 21-24
ALESSANDRO FABBRIS
«[…] Quello di Alessandro Fabbris è senza dubbio un lavoro coraggioso e del tutto al di fuori da schemi e convenzionalismi di maniera. Fabbris reimposta, aggiornata al giorno d’oggi, e soprattutto, al lume della sua sensibilità, più di una traccia tipica della ricerca astratta italiana degli anni ’60 e ’70. Parafrasando il titolo di una serie di lavori recenti la sua è davvero l’“anatomia di un processo narrativo”. Fabbris dispone su di una serie di tavole di plexiglass o direttamente su tela striature di colore incisive ed essenziali, sciabolate di luce atte a ridestare l’inerzia della materia ed a donarle vita. Il racconto di Fabbris è pura emanazione di interiorità, gesto dal sapore antico ma ben calato nel presente, come testimonia l’uso di una tecnica mista dove ad oli, pastelli e pigmenti vari si integrano reperti oggettuali ed un accorto e limitato uso della tecnologia digitale.»
Edoardo Di Mauro, “Wunderkammer”, Galleria Wunderkammer, Torino, novembre 2004
La ricerca attuata da Alessandro Fabbris - che dalla fine del 2004 fino ad oggi è coerentemente perseguita attraverso il ciclo “Anatomia di un processo narrativo” - consiste in una riflessione sul linguaggio comunicativo dell’opera d’arte in relazione alla narrazione contemporanea; una serie di sovrapposizioni di immagini e segni dipinti narrano intrecci di storie e di tempi. Il tempo, nella narrazione contemporanea, verte proprio su questo principio: l’avvento della cibernetica e della realtà virtuale, nonché della computer grafica, danno la possibilità di leggere simultaneamente storie sviluppate su piani differenti e con linguaggi differenti, come nel cinema di Greenway. Metafora del nostro apprendimento è quindi quella di mettere insieme esperienze diverse seguendo percorsi spesso casuali e consequenziali.
I lavori pittorici vengono eseguiti su supporti trasparenti e successivamente sovrapposti. Il linguaggio pittorico espresso in queste opere, attraverso le sue due forme grammaticali principali ed elementari (il segno ed il colore), si intreccia e si inter-scambia su stratificazioni di fogli d’acetato o lastre di plexiglas trasparente (precedentemente sezionati e poi ri-assemblati in un processo grammaticale meditato) narra un racconto consequenziale fatto di rimandi e di evocazioni. Un percorso meditato che fornisce allo spettatore una linea di lettura aperta, così come aperto risulta il tempo di fruibilità di un dato oggetto nello spazio reale. Nella diversità dei supporti e dei materiali usati la pittura si manifesta in un gioco di trasparenze, analisi e sovrapposizioni. Ne deriva un linguaggio frammentato, lirico, analitico e seducente che gioca la metafora dell’arte contemporanea.