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Il corpo dell’arte – l’arte del corpo - MOSTRA CONCLUSA

Mostra artistica collettiva “il corpo dell’arte l’arte del corpo” a cura di Giulio Lucente presso galleria d’arte giovane del centro giovani – mese di maggio 2008.

Sabato 3 maggio 2008 alle ore 17.30 presso la Sala d’arte contemporanea  (Galleria Arte Giovane – G.A.G.) del civico Centro Giovani sita ad Asti in Via Goltieri n°3 si terra’ l’inaugurazione della mostra collettiva “Il corpo dell’arte, l’arte del corpo” dei giovani artisti : Albanese, Marvulli, Meekdead, Palladino, Petrone, Simone, Visone iscritti nella banca dati del Circuito nazionale Giovani Artisti Italiani (G.A.I.).
La mostra e’ stata allestita nell’ambito della programmazione degli eventi artistici e culturali del progetto “Asti viva - Fabbrica del Collegio Produzioni ” relativamente all’anno 2008, progetto culturale a cura del settore Politiche Giovanili che per quanto riguarda la parte artistica ha come curatore e critico il Prof. Giulio Lucente di Asti.
La mostra rimarra’ allestita nel periodo dal 3 maggio al 31 maggio 2008 ed e’ visitabile (con ingresso gratuito) negli orari di apertura del civico Centro Giovani, ovvero dal lunedi’ al venerdi’ dalle ore 9.30 alle ore 12.30 e dalle ore 15.00 alle ore 18.00, il sabato dalle ore 17.00 alle ore 20.00 e dalle ore 21.00 alle ore 24.00
Per informazioni e’ possibile rivolgersi al Punto Informagiovani sito presso il Centro Giovani in Via Goltieri n° 3 al seguente numero telefonico: 0141/399595 – 599.


Si allega il testo inserito nel catalogo che illustra la mostra per dettagli relativi agli artisti.

Dai primitivi, che attribuivano a idoli anamorfici valenze divine, al corpo divino per eccellenza della cultura cristiana, dal corpo come canone estetico irraggiungibile dei greci alla presa di coscienza della realtà oggettiva del corpo nella sua normalità che diventa cultura, espressione di sessualità e manifesto del vivere moderno, tutta la storia dell’arte e di conseguenza la storia dell’umanità è attraversata dall’osservazione, la percezione, la riproduzione fino alla reinterpretazione del corpo umano.
Attraverso le epoche, fino ad oggi, abbiamo un lungo elenco di immagini di corpi che ci mandano un messaggio alla ricerca della perfezione ed il canone e la moda sono stati lo strumento veicolante di questo messaggio con i suoi pro e contro. Da una preistorica icona di fecondità come la Vergine Callipigia agli attuali corpi martoriati da diete drastiche, costruiti per esaltare abiti che servono solo a corpi “perfetti” che si discostano dalla massa che invece ingrassa e si dilata nella società del benessere. Il raggiungimento di questo scopo crea guasti nelle menti dei più sensibili (deboli?) che ricorrono alla chirurgia estetica fino alla “body modification” con i suoi innesti artificiali, aprendo così la strada a corpi innaturali cibernetici nella ricerca spasmodica di un eterna giovinezza del corpo.
Il corpo in questo modo sta diventando un intricato intreccio di forme culturali, mediche, filosofiche e religiose.
Nell’ arte, nella pittura e nella  scultura, attraverso i corsi e ricorsi tipici di questo campo il corpo dopo momenti di annullamento espressivo ritorna a forza come elemento dominante del soggetto artistico. Resta ancora forte nelle scuole d’arte  lo studio del corpo umano attraverso le lezioni di nudo ed è proprio in questi luoghi che si è attinto per la realizzazione di questa mostra.
Gli artisti presenti in questo breve excursus sono giovani che hanno appena finito gli studi accademici e che sentono forte il discorso della rappresentazione del corpo in pittura.
Ognuno di loro è stato scelto proprio perché vive in maniera  preponderante la figura e la  ricerca espressiva si muove unilateralmente in questa direzione.
La gamma delle cifre stilistiche  ivi presenti è varia, dalla pittura più gestuale, dove le pennellate costruiscono un corpo estetizzante ma nell’insieme vivo e naturale come nelle opere di Stefano Simone che lavora su due ambiti distinti, figure che emergono dal buio, quasi un reprise caravaggesco, a corpi inondati da una luce vivida che mette in risalto le forme; passando a Massimiliano Petrone e  alle sue  macchie cromatiche e materiche con colature che sembrano casuali ma in realtà sapientemente gestite dall’autore, realizzando immagini che trovano una radice stilistica in Klimt  che poco lascia alla sua estetica esasperando la tragica espressività del soggetto.
Se poi prendiamo in analisi i lavori di Stefano Albanese recepiamo subito come l’artista attraverso una pittura espressionista duramente materica esasperi i corpi umani  nelle loro imperfezioni denunciando  la tragedia del vivere moderno.
La pittura intesa nel suo fare più classico, con una particolare attenzione al disegno di base, trova in Sara Palladino il suo artefice mentre Stefano Marvulli  esaspera il concetto di disegno moderno elaborando i suoi lavori al  computer, dove l’immagine o meglio la sua pittura seppur meccanica mette in risalto il suo essere il moderno media dell’immagine per eccellenza.
Fabrizio Visone pone l’accento sulla carnalità del corpo umano, la sua donna è oggetto del desiderio sessuale ma al tempo stesso un icona  gender irraggiungibile col suo stagliarsi dominante  sul resto dell’umanità.
Per finire Meekdead  realizza una installazione dove come un  esplosione da una scatola fuoriescono centinaia di piccoli disegni raffiguranti corpi deviati e devianti, freak per eccellenza  realizzati con una tecnica in bilico tra il fumetto underground e la raffinata illustrazione, presagio forse di un futuro non troppo lontano da noi dove la ricerca della perfezione porta alla nascita di nuove brutture, monito già denunciato da Goya con il suo “ Il sonno della ragione genera mostri “.

                                                                                                                 Giulio Lucente

 


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