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E' caduto il fascismo-La fornace in corso Torino

Il 12 febbraio a Stalingrado i superstiti dell'armata di von Paulus si arrendono ai sovietici. L'11 giugno a Pantelleria la guarnigione italiana si arrende agli anglo-americani, che il 10 luglio sbarcano in Sicilia. La notte tra il 24 e il 25 luglio il Gran consiglio del fascismo vota la sfiducia a Mussolini, che si dimette e sarà arrestato. Il generale Badoglio è nominato capo del Governo. Le strade si riempiono di gente festosa, vengono rimossi gli emblemi fascisti, i busti di Mussolini sono fatti a pezzi, i ritratti bruciati.
Il 3 settembre a Cassibile (Siracusa) viene firmato l'armistizio, e sembra l'uscita dal tunnel. Invece si va verso l'occupazione tedesca, la Repubblica di Salò, la guerra civile. Ci sono due Italie: quella a Sud e quella a Nord della linea gotica. Al Nord continuano i bombardamenti delle città che sono già un cumulo di rovine.Manca ogni cosa, il pane è insufficiente ed è fatto con il riso, l'energia elettrica e il gas sono concessi poche ore al giorno, per scaldarsi si cerca legna tra le macerie delle case e si abbattono gli alberi dei viali.

La caserma in corso Alfieri

La guerra finisce in Italia con l'insurrezione partigiana del 25 aprile 1945, tre giorni dopo Mussolini e Claretta Petacci sono uccisi a Dongo (lago di Como). La resa della Germania viene firmata il 7 maggio. Resta il Giappone. Il 6 agosto gli americani sganciano su Hiroshima la prima bomba atomica (150 mila morti), la seconda il 9 agosto su Nagasaki (40 mila morti). Il 14 agosto il Giappone accetta la resa incondizionata. La seconda guerra mondiale è finita, sono morti 38 milioni di militari e civili (questi ultimi nei bombardamenti e nei campi di concentramento).
L'Urss ha avuto 17 milioni di caduti, la Germania 5 milioni, l'Italia 450 mila. Un milione 350 mila italiani sono sparsi per il mondo, prigionieri o internati. Il Paese è stremato, ha bisogno di tutto. Dall'America arrivano gli aiuti Unraa: viveri, medicinali, coperte, benzina, prodotti chimici. Si lavora a sgomberare le macerie. Centinaia di migliaia di sfollati ritornano nelle città, non hanno più casa, convivono con altre famiglie. Coabitazione, sciuscià, segnorina, amlire, Lager, collaborazionista, epurazione, boogie-woogie sono le nuove parole.
L'inflazione ha galoppato, adesso con un milione si compra quello che nell'anteguerra costava ventimila lire. Gli stipendi non sono adeguati al costo della vita, che continua a crescere. Il giornale passa da due lire in maggio a quattro lire in dicembre. Intanto, «Lili Marlen» è stata soppiantata da «Dove sta Zazà».
Il venditore di ghiaccio

I tempi sono ancora difficili, ma ci sono ovunque i cantieri della ricostruzione, con nuove speranze si va verso la normalità. Toscanini torna in Italia per inaugurare la Scala risorta dalle macerie. Sospeso per la guerra, ritorna sulle strade il Giro d'Italia con due campioni, Bartali e Coppi, che per un decennio divideranno gli sportivi.
Nasce la Sisal, totalizzatore basato sul campionato di calcio (fra tre anni si chiamerà Totocalcio) e ogni domenica crea milionari con schedine da 50 lire. Dall'America arrivano la penicillina, il ddt, il naylon, la gomma da masticare, la Coca Cola, il libri di Hemingway. Dilagano i fumetti e il settimanale più venduto è «Grand Hotel», che arriverà presto al milione di copie. La donna ha una nuova posizione nella società, ci sono donne manager. La Piaggio comincia a produrre la Vespa.
C'è una gran voglia di dimenticare, di divertirsi, sono affollate le sale da ballo e i teatri (duemila lire la poltrona) per le riviste di Wanda Osiris, Macario, Totò, Rascel, Dapporto. Il 2 giugno 1946 si svolge il referendum per la scelta tra monarchia e re- pubblica, il 54 per cento dei votanti si dichiara per la repubblica. Il giorno 13 Umberto di Savoia lascia l'Italia, raggiunge la famiglia che già lo ha preceduto a Lisbona. Enrico De Nicola viene eletto presidente provvisorio della Repubblica italiana, e affida a De Gasperi l'incarico di formare il nuovo governo.
La fattoria

Nell'India, che l'anno scorso l'Inghilterra ha reso indipendente, avvampa un conflitto religioso tra indù e musulmani. Già oltre centomila le vittime e il furore non si placa. Per mettere fine al massacro Gandhi, che il popolo chiama Mahatma cioè «grande anima», ricorre all'arma del digiuno «fino alla morte». Dopo cinque giorni che non prende cibo, le sue condizioni di pace sono accettate.
E' l'ultima vittoria del vecchio patriota: il 30 gennaio è ucciso da un fanatico indù. Il 1948 è anche l'anno del blocco sovietico di Berlino, che per diciassette mesi gli americani riforniranno con un ponte aereo. In Italia, grande tensione per le elezioni politiche, che sono vinte dalla democrazia cristiana, e per le rivoltellate di uno studente siciliano che feriscono Togliatti. Il liberale Luigi Einaudi è eletto presidente della Repubblica, Truman rieletto presidente degli Stati Uniti.
E' in ascesa la nostra industria meccanica ed incomincia l'emigrazione dal Sud verso il triangolo industriale, nelle periferie delle città sorgono le bidonville. Esportiamo automobili e scooter, macchine per scrivere e per cucire. Volano i primi aerei a reazione che superano la velocità del suono.
Il mondo va sempre più in fretta, il mondo ci cambia continuamente sotto i piedi e ogni mattina
il panorama è diverso. Si scopre la fantascienza e si vedono i primi piatti volanti, che saranno
poi chiamati dischi volanti e infine ufo.
Rita Hayworth appare nella pubblicità di una casa di
cosmetici.
L'alluvione del '48

Un pomeriggio piovoso, quello del 4 maggio 1949, e le nuvole basse nascondono Superga. Un aereo riporta a casa i giocatori del Torino dalla partita di Lisbona. Un errore di rotta di una decina di metri e l'apparecchio si schianta ai piedi della basilica. Tutt'attorno, sotto la pioggia fitta, sono sparse le lamiere dell'aereo, morti, valigie, giornali e souvenir. Trentuno le vittime: diciotto calciatori, dirigenti e tecnici, giornalisti e l'equipaggio. Il grande Torino, la più popolare ed efficiente squadra italiana, non esiste più. Gran parte delle vittime sono irriconoscibili. Per l'identificazione fanno venire alla camera mortuaria del cimitero Vittorio Pozzo, giornalista de «La
Stampa», che fino all'anno scorso è stato commissario tecnico della Nazionale, e la gran parte dei granata erano suoi «ragazzi», li conosceva bene.
Dopo avere dato un nome alle salme, Pozzo torna al giornale, senza una parola, per scrivere l'articolo «Sulla soglia di casa» che apre questa pagina. «Erano come soldati che tornano all'accampamento, i giovanotti del Torino che erano stati a battersi sul campo di Lisbona...», incomincia e va avanti senza una pausa. Non mostra emozione, pare disumano, di pietra. Alla fine, rilegge l'articolo, fa qualche correzione poi cede, distrutto, e piangendo va a casa.
La tragedia colpisce e addolora tutta Italia, piangono anche donne che nulla sanno di calcio. Mezzo milione di persone al funerale. Il campionato va avanti, il Torino manda in campo i ragazzi. Ancora oggi, in molti bar di città e paesi in ogni parte della Penisola capita di vedere una vecchia fotografia del grande Torino.
La «Casa dei Diavoli»-Piazza Catena

Dopo anni di «guerra fredda» si torna a quella «calda». Il 25 giugno 1950 cinque divisioni della Corea del Nord comunista attraversano il 38° parallelo e invadono la Corea del Sud filo-occidentale. Due giorni dopo le truppe americane intervengono contro gli invasori, presto sono affiancate da contingenti internazionali con il voto dell'Onu. Forze cinesi maoiste accorrono in appoggio dei nordcoreani. L'Italia ha quasi 47 milioni di abitanti, la maggior parte delle famiglie tira avanti con un reddito inferiore alle 50 mila lire al mese. Nel 25 per cento delle case manca l'acqua corrente, nel 67 per cento il gas, nel 73 per cento il bagno, nel 90 per cento il termosifone, nel 93 per cento il telefono. Ma queste percentuali si stanno abbassando rapidamente.

Si va verso il «miracolo economico».
