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Ricordi d'altri tempi

Va' Pensiero
1867-1950
Asti e dintorni
Editrice: La Stampa

Documentazione grafica

Archivio Storico Comunale di Asti

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La Torre Romana

Questa è l'immagine di uno dei più antichi monumenti di Asti: la «Torre romana», detta anche «Torre rossa di San Secondo».E’ una costruzione poligonale a 16 lati di epoca augustea e ricorda le torri della Porta Palatina di Torino.

Il 19 febbraio 1867 esce a Torino la «Gazzetta Piemontese» che «si pubblica tutti i giorni comprese le domeniche». Nel 1895 il giornale cambierà testata,si chiamerà «La Stampa», perché non più soltanto piemontese ma ormai nazionale. L'Italia ha 27 milioni di abitanti, sono circa 200 mila a Torino, 27 mila a Vercelli, 55 mila ad Alessandria, 30 mila ad Asti, 29 mila a Novara. Non è che i lettori dei giornali siano molti.

Gli analfabeti sono il 70 per cento. Ma mentre in Piemonte e Lombardia questa percentuale scende sotto il 50, nel Sud supera 1'80. (Non sono considerati analfabeti quelli che sanno scrivere la propria firma).

Peggio vanno le cose per quanto riguarda l'istruzione media e superiore: soltanto il nove per mille proseguono gli studi oltre quelli della scuola elementare e in tutto il Regno gli studenti universitari sono meno di settemila. Fuori dalla Toscana l'italiano è poco conosciuto, si parla ovunque il dialetto, in privato anche il Rè.

E Cavour, morto sei anni prima, si esprimeva meglio in francese e in torinese che in italiano. A Napoli due deputati settentrionali che parlano italiano sono scambiati per inglesi. Comunque, anche in Piemonte si fanno strafalcioni nell'italiano scritto e parlato, così si vedono negozi che vendono legna per la stufa con l'insegna «Vendita di bosco».




Collegiata di San Secondo

La Collegiata, dedicata al Patrono di Asti San Secondo Vezio, venne iniziata nella seconda metà del XIII secolo. Di particolare pregio le decorazioni in cotto ed in tufo che davano alla facciata la caratteristica doppia colorazione.

E' un'Italia soprattutto rurale. L'agricoltura è il pilastro dell'economia nazionale, contribuisce per quasi il 60 per cento al prodotto lordo, mentre l'industria non arriva al 20. La vita del contadino è grama. Il denaro scarseggia, sono frequenti gli scambi in natura. In certe regioni il cibo di base è la polenta, la carne è un lusso domenicale e sulle mense del Meridione compare, quando va bene, una volta al mese. I bimbi non vanno a scuola, o si fermano alla terza ele- mentare, perché devono lavorare nei campi. A peggiorare la condizione dei miseri contadini, arriva la tassa sul macinato.

E' stata inventata per portare il bilancio statale in pareggio. Alle macine è stato fissato un contatore e il contadino deve pagare al mugnaio un sovrapprezzo di due lire al quintale di farina. Mai una tassa è stata più impopolare. Scrive la «Gazzetta Piemontese»: «Consumano molta più farina le famiglie povere che non le ricche... Il vitto è il bisogno più urgente; se esso assorbe tutte le risorse di una famiglia, la medesima non potrà provvedersi di vestito, di abitazione, di istruzione». Nelle campagne scoppiano tumulti per la «tassa sulla farina». Negli scontri tra polizia e dimostranti i morti sono 250 e oltre mille i feriti. Ma la tassa resta.


La Torre de Regibus

La torre De Regibus inizialmente era più alta di tre piani: venne cimata e ridotta  all'aspetto attuale sul finire del XVIII secolo

Il giornale costa cinque centesimi: sono tanti, sono pochi cinque centesimi? Vediamo. Con la tassa sul macinato il prezzo del pane è salito a 60 centesimi il chilo, troppo per un dipendente statale che spesso non raggiunge le due lire al giorno, mentre da lui si richiede «zelo, probità, contegno e decoro». I tessili guadagnano lire una e 35 centesimi al giorno lavorando 14 ore, le donne 50 centesimi, un fanciullo 40 (nel 1886 una legge vieterà il lavoro notturno ai minori di 12 anni e ridurrà a sei ore quello diurno dei ragazzi fra i 12 e i 15 anni). Nel suo libro sulla Torino del 1869 il Baricco scrive: «Compiuto il tirocinio, la mercede giornaliera di chi esercita mestieri puramente manuali comincia da 1 lira e giunge alle 3; quella dell'operaio che attende ad arti libere, o meccaniche, o a mestieri in cui si richiede una singolare perizia, da lire 2 a 6.

Il lavoro dell'operaio dura in generale nell'estate dalle 6 antimeridiane a mezzodì, e dalle 2 alle 7 pomeridiane; nell'inverno dalle 8 antimeridiane a mezzodì, e dalle 2 alle 8 pomeridiane». Gina Lombroso ha raccolto i dati sulla spesa media quotidiana di una famiglia operaia di sei persone: affitto lire 0,35 naturalmente al giorno; pane 0,60; vino 0,25; carne 0,20; minestra 0,65; verdura 0,15; olio 0,05; burro 0,05; lardo 0,10; latte 0,10; caffè 0,05; zucchero 0,10, carbone 0,25; legna 0,07; petrolio per illuminazione 0,07; tabacco 0,10.


L'ospedale civile

L'Ospedale civile di Asti venne fondato nel 1681 dal canonico don Pietro Bocca, curato della Collegiata di san Secondo: in precedenza aveva sede in corso Alfieri.

Una pagina listata a lutto, riempita da un solo articolo e da un titolo: «Vittorio Emanuele II». Il re è morto. A leggere questa pagina si è impressionati dall'enfasi e dalla retorica. Ma è lo stile eccessivo di un'epoca melodrammatica. Anzi, l'articolo della «Gazzetta Piemontese» risulta perfino sobrio se confrontato con quello di altri quotidiani. «Il Piccolo» di Napoli, per esempio, scrive: «E' morto il più valoroso dei Maccabei, è morto il leone d'Israele, è morto il veltro dantesco, è morta la provvidenza della nostra casa. Piangete, o cento città d'Italia! Piangete a singhiozzo, o cittadini!...». Il re aveva cinquantotto anni. Il 6 genaio voleva andare a Firenze per il funerale del generale La Marmora, poi raggiungere a Torino la Bela Rosin.Ma ha dovuto mettersi a letto: aveva la febbre alta. Broncopolmonite. Vittorio Emanuele è morto tre giorni dopo. La polmonite è tremenda, è la causa più frequente di morte.

E' dal 1887 che si è cominciato a tenere una statistica delle cause di morte e risulta che, dal 1887 all'89, oltre 66 mila persone sono morte di polmonite, 63 mila di tubercolosi, 47 mila di malattie del sistema circolatorio, 25 mila di tifo, 17 mila di malaria, 12 mila di cancro. Ma il dato più spaventoso è questo: oltre 200 mila bimbi morti nel primo anno di vita.


La "Contrada Maestra" (Corso Alfieri)

Corso Alfieri, anticamente denominato «Contrada maestra»,così come appariva nella seconda metà del secolo scorso: a sinistra il palazzo natale del grande scrittore che dà il nome alla via.

Si direbbe che il tema più importante del 22 dicembre 1880 sia la situazione del telegrafo in Italia. Un lungo elenco di cifre per dimostrare orgogliosamente che il servizio è in aumento. E' il mito del progresso, alimentato due anni fa dall'Esposizione Universale di Parigi, «un avvenimento di cui i padri trasmetteranno il ricordo anche ai nipoti». Il settimanale «L'Illustrazione Italiana» (centesimi 50), che per descriverla ha mandato Edmondo De Amicis e Giuseppe Giacosa, ha scritto: «Si vive in un'epoca in cui le continue scoperte, le invenzioni a getto continuo- dal motore a scoppio al telefono e alla medicazione antisettica con l'acido fenico - vengono osservate con un certo scetticismo. Invenzioni e scoperte che, anche se le masse non se ne rendono conto, spianano facilmente il terreno verso un'era in cui la scienza e la tecnica avranno una parte preponderante nella vita dell'uomo».

Una novità è la pubblicità, chiamata réclame, che comincia a comparire sui giornali. Tra gli avvisi pubblicitari di oggi: una trappola perpetua per sorci e «Come ho sviluppato il mio busto di 15 centimetri in 30 giorni». C'è anche chi vende «a condizioni vantaggiose un bei pappagallo ben ammaestrato» e chi vende «un cavallo baio-scuro dell'Holstein, di anni 6, addestrato alla sella».


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