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Comunicati Stampa Città di Asti
Proteggere nei fatti, l'impegno di Inail e Inps nell'incontro promosso in Municipio
gio 10 gen, 2019

L’incontro “Protezioni: previdenziale, sanitaria, sociale a confronto” convocato ieri in Municipio ha fornito l’impressione, più che motivata, che di molte questioni, non confinabili solo alla sfera di chi ne ha diritto, occorre sapere e occuparsi.

Sono Inps, Inail, area medico legale di Asl, a presidiare questo sistema di welfare nazionale, tra i più avanzati in Europa.

Non senza limiti ma pure eccellenze che i relatori hanno ben evidenziato. 

Intanto “quando si dice invalidità non si può che parlarne al plurale” ha puntualizzato Giuseppe  Vitiello direttore sanitario regionale dell’Inps, soffermandosi su un sistema che si è strutturato dal 1990 sotto spinte e provvedimenti legislativi diversi, attribuendo progressivamente all’Istituto le competenze relative alla  procedura di valutazione finale. E ora alla procedura di revisione delle provvidenze”, con una lievitazione di istanze che hanno tempi diversi da provincia a provincia, e dove occorre distinguere tra infermità e malattia. È infatti il medico legale ad accertare, solo quando si sia stabilizzato lo stato invalidante o di guarigione”. Con revoche che giungono fino al 50% e nel caso di pazienti oncologici accertamenti che mutano a distanza di uno o due anni.

Molto significativamente ha precisato “L’invalidità comincia quando finisce la malattia” e da cui consegue una valutazione percentualistica, che porta con sé prestazioni, ticket ed esenzioni.

Una immaginabile complessità di situazioni che la terminologia, pensione di invalidità, invalidità civile, indennità di accompagnamento, riesce appena a contenere ma non a decifrare compiutamente.

Dal Dirigente Claudio Negro della Medicina legale dell’Asl il dettaglio delle prestazioni fornite nell’astigiano, con 357 commissioni di valutazione riunite nel 2018, e  relative a 76 ciechi civili, 2 sordomuti, 216 per legge 68 (che promuove inserimento lavorativo dei disabili con servizi di sostegno e collocamento mirato), 2858 per legge 104 (a tutela dell’assistenza e integrazione sociale di persone disabili), 4059 invalidi civili. Una attività intensa, che dati alla mano non lascia spazio a interpretazioni fuorvianti: nell’astigiano sono 12.877 le pensioni di invalidità, il 5,92% (il Sole 24 ore su dati Istat) in rapporto alla popolazione residente, nella media nazionale, a fronte di situazioni territoriali marcatamente più rilevanti.

Nel rapporto con Inps “c’è una base potenziale di ottimi rapporti consolidati con gli anni”, dove non trova spazio anche la recente polemica, suscitata dalla circolare del presidente dell’Istituto di previdenza, sulla caccia ai “falsi invalidi” grazie a un riconoscimento economico ai medici dell’area medico-legale, in base a quante prestazioni per malattia e invalidità riuscissero a revocare “Non si faranno condizionare” ha chiosato Negro.

Cifre quindi, ma soprattutto persone e diritti, sostenuti legittimamente, è stato ricordato, dall’art. 38 della Costituzione “Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all'assistenza sociale”.

Interventi estesi, generalizzati che chiamano in causa l’organizzazione, la programmazione, i modi di costruire la rete, come ha inteso ricordare introducendo l’incontro il neo Dirigente dell’Assessorato Politiche sociali Roberto Giolito “L’invalidità incide fortemente nei percorsi di vita individuale e delle famiglie, intercetta il nostro modo di far fronte alle situazioni e costruire percorsi condivisi. Come servizio sociale ci facciamo carico di situazioni di disagio e sofferenza e il modo migliore di gestire la complessità è metterci intorno a un tavolo, far rete. Quando ci sono cambiamenti che si ripercuotono sui cittadini è indispensabile il confronto”.

In questa trama di obblighi e competenze c’è spazio per l’innovazione e l’Inail offre molte potenzialità. Se ne è fatto interprete il Dirigente  Andrea Manzoni “Eravamo un ente assicuratore, ma non più soltanto questo, ci occupiamo di prevenzione, riabilitazione, una serie di tutele. L’evoluzione normativa ha permesso di creare equipe integrate, con figure professionali che sono di supporto alle persone che hanno subito un intervento invalidante”.

E poi c’è il ritorno alla vita del giorno dopo. Non si può rientrare a casa, in famiglia senza gli adeguamenti più opportuni (la modifica di un bagno, dell’ambiente domestico, la fornitura di un montascale).

Tra gli altri compiti del l’ente favorire l’attività sportiva per superare situazioni di gap e sviluppare capacità residue, usufruire di cure aggiuntive in strutture interne o in convenzione, curare il reinserimento lavorativo, con aiuti economici alle aziende che assumono, assicurare una protesica di qualità, volta al superamento di barriere architettoniche e favorire la mobilità.

In queste settimane di varo della manovra economica si è animato l’interesse mediatico sulla tenuta e l’articolazione del sistema di protezione sociale del nostro Paese.

Dagli interventi della mattinata si intravede e si comprende la consistenza delle prestazioni monetarie, pensionistiche e sanitarie, rispetto a quanto costituisce spesa per servizi alla persona. Il tutto richiede alle Istituzioni una forte attenzione affinchè le erogazioni siano appropriate, rapide e possibilmente incisive, oltreché integrate. 

“Il confronto di stamane  aiuta a individuare percorsi alla luce dei cambiamenti in corso”, ha detto ringraziando i presenti l’Assessore Mariangela Cotto “Ne traggo impegno ad approfondire, ad informare, a evidenziare il fattore protezione come collante e matrice per chi si occupa di sociale e di sanità”.

Da lei il richiamo alla recente Settimana della Disabilità che ha messo a tema il rapporto con l’utilizzo della tecnologia e il ruolo auspicato, presente e prossimo, degli Enti di Patronato più volte ripreso al tavolo dei relatori.

Ribadendo l’importanza che l’Amministrazione comunale riconosce a questi argomenti, “portati oggi a conoscenza da un tavolo autorevole, e confermata dalla mia volontà di attribuire significativamente una delega assessorile alla Sanità” il Sindaco Maurizio Rasero ha espresso “impegno costante a individuare soluzioni vicine ai cittadini con la sensibilità che nessuno rimanga indietro”.

Presenti all’incontro il Presidente del Consiglio comunale Giovanni Boccia e il direttore della sede provinciale dell’Inps, oltre a responsabili di Enti di Patronato, associazioni e volontariato.

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